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28.01.2008
Una greve sfera
In questi giorni si celebra la giornata della memoria. Non credo basti un solo giorno per ricordare lo scempio creato da mano umana. Ho “festeggiato” questa ricorrenza, boicottando Castellitto, mi sono rannicchiata sul mio morbido piumone, contemplando Chaplin in versione Grande Dittatore, sorseggiando un bicchiere di vino, che si assorbiva gradualmente sulle mie labbra, arrossendole. Ero sola in camera col volume alto e l’amaro di quelle immagini che mi stordivano. Le mie coinquiline pleonastiche, entrando, mi chiamano “isolata-drogata”, come se, cercare il proprio spazio sia sbagliato o non fare gruppo sia qualcosa di imperfetto, e definiscono questo gran capolavoro: ironico e inadeguato a questa data, per la serie “viva i luoghi comuni”. Mi appare la fine del film e mi dirigo in una cucina, ormai vuota, tutti sono a letto, e fumo l’ultimo drum della serata, o il primo della giornata, in base ai punti di vista. Vado in bagno, mi specchio e leggo, nelle labbra amaranto, il mio modo d’essere così imperfetta. Passo la lingua e percepisco ancora qualche goccia di alcool, che mi fa sentire lieta e quieta. L’indomani dirò che è stata una grande serata… egoisticamente perfetta. E adesso scrivo con le dita macchiate dal present di Mario, che mi lascia la stessa sensazione di quel sorso di vino. Come sto? Bene, perché non gioco col mappamondo, ma assieme al mondo. Canzone del giorno: When the world was young - Jimmy Page & Robert Plant 
25.01.2008
Nessuna certezza mi dà...

23.01.2008
Miracolosamente
Accanto al mio palazzo, c’è un condominio con una mansarda che non si accende mai… ho sempre immaginato chi ci potesse vivere, quali animaletti stessere facendo festa o se le ombre che a volte scorgo sono vecchi oggetti dotati di vita. Ma oggi, intravedo un cestino di vimini ed un lembo di tovaglia a quadri che esce fuori, sembra tutto pulito…quasi in attesa di qualcuno pronto a nutrirsi di frittelle e marmellata di mirtilli. Mi avviluppo nel mio mondo fiabesco e sono destata da quel vento che giocherella con le lenzuola stese in un altro appartamento. Sembrano rincorrersi, e quel pezzo di stoffa soffre nel non poter seguire quel suo compagno di giochi che oggi è presente e veemente. Oggi c’è il sole ed un gelo che mi costringe a mettere i guanti, e mi avvolgo dentro la chilometrica sciarpa, rigorosamente rossa. I capelli si spettinano e il drum si spegne, ma oggi sono felice perché il mio computer è risorto dopo una nottata di silenzio catartico, di mutismo funereo e di lucine lampeggianti che mi trascinano nel vortice della disperazione psichedelica. Ho sbagliato candeggio ed ora indosso una canottiera grigia con sfumature amorfe. Ripenso alla conversazione di ieri con un amico lontano, che mi ha fatto riflettere sui tappi delle vecchie bottiglie di Coca Cola. Mi ritengo una persona fortunata, direi quasi una miracolata: ho superato un esame con uno dei massimi voti della giornata, anche se cozza con i trenta raccolti in questi anni. Vado avanti e guardo ai prossimi, mentre mi dirigo all’agenzia per prenotare il viaggio di ritorno. Ho l’eco dentro un portafogli, che mi rimanda all’adrenalina di qualche settimana fa. Potrei fare una rapina o chiedere un prestito a qualche finanziaria, ma tanto lo so che tra qualche giorno schiaccerò il tasto 3 del mio cellulare e mi risponderà lei che, incazzata, mi dirà come sempre di sì. Ho la fortuna di avere accanto gente che mi ama, sono prospera di benessere che mi viene da conoscenze distanti e parole semplicemente criptiche, ho la sensazione di non essere da sola, anche quando sono sola…. Oggi ho sognato un’esplosione di colori, tra giottini e gente per bene; ho sognato Franca Rame che spiegava sistemi e derivate, e mi sveglio con la parola “ipotesi di De Broglie” che non so assolutamente cosa sia. Cammino…e sorrido nel vento….al vento… aspettando un altro miracolo. Oggi tocco la luna con un dito.
19.01.2008
Video del giorno
Le verdure fanno bene...
18.01.2008
Mademoiselle Malausséne
Nei vicoli e nella vita... 
15.01.2008
Cenerentola
Ritorno da un’esperienza particolare. Un viaggio chiamato “curiosità”. Nessuno s’aspettava che la paurosa Agatella avesse il coraggio di fare una cosa del genere… nessuno e probabilmente neanche la sottoscritta. Mi sono armata di soldi e temerarietà e ho preso il primo treno per una destinazione nota attorniata da gente sconosciuta. Mi sono ritrovata tra le braccia di un amico, mangiando lasagne e bevendo vino, ho condiviso uno spettacolo meraviglioso con accanto due persone incantevoli, ho fumato un drum tra la nebbia meneghina ascoltando di politica e delle Beatitudini, ho guardato i Griffin su un comodo piumino che si riempiva di loro, di me e delle nostre risa, ho passato una notte insonne con suoni provenienti dal basso e una tazza di latte caldo che mi ha dato un magnifico buongiorno. Ad ogni fermata del treno pensavo fossi un’incosciente e la voglia di scendere era costantemente presente. Ben lieta d’aver proseguito. Mi sarei persa emozioni ed imbarazzi che oggi mi fanno riflettere e sorridere. Ho trascorso il tempo osservandoli tra battute e sguardi d’intesa, mentre il mio cervello era in stand-by e io mi sentivo lobotomizzata. È come se non avessi argomenti, come se fossi appena nata ed ero lì pronta ad apprendere le mie prime parole. L’io che ho dato era un ventesimo di quello che sono in realtà. Non sono solo la figlia di Paolo Fox o quella che fa complimenti genuini su come sorride un uomo, né quella che arrossisce per ogni minima cosa. Ma un giorno è troppo breve per scoprire e scoprirmi, un giorno è troppo poco per capire, ma era necessario salire su quel treno… era dovuto a lui e a me. Appena entrata in casa sono stata assalita da dubbi e pentimenti “Perché cazzo sono venuta?”, domanda che mi sono trascinata anche allo Strehler e mi chiedevo “Ma chi sono questi?” e nel frattempo, mentre giocherellavo coi boccoli, guardavo le loro mani: l’anellino all’anulare destro di Giò e le mani sotto il mento di Nick… ma la cosa strana è che mi sentivo al sicuro… stavo bene. È un po’ difficile da spiegare, ma so che qualcuno mi capirà. Ho cercato di inserirmi nel piacevole andazzo che si creava. Mi sono lasciata trascinare dalla corrente delle loro voci, dei loro occhi. Benessere. Mi è sembrata una fiaba… sono Cenerentola: ho perso la scarpetta, ma non faccio la scarpetta…neanche coi taralli. Grazie di tutto.
10.01.2008
Hernan...
A Natale avrei dovuto chiedere un igrometro.

07.01.2008
Teatro Ambasciatori - Catania
Ci sono eventi che aspetti per anni... e quegli stessi arrivano quando tu hai smesso di aspettarli.
07.01.2008
Ni virimu sutta u liotru
Io lo sapevo che finiva così. Non sono fatta per gli appuntamenti programmati, neanche quelli dal dentista e oculista, perché sono amici di famiglia e quindi ho la via preferenziale. Sarà da agosto che non le vedo, l’ultima volta ricordo d’aver viaggiato su un letto non mio, tra conati e mezzi sorrisi. Un letto diviso in tre e Vinicio che pian piano mi destava. Ma oggi, nessuno mi ha svegliata, neanche la musica assordante dei Funk Off… tutta colpa dell’insonnia che mi perseguita da giorni, pensieri così inutili che m’impediscono di raggiungere Morfeo o di concentrarmi attivamente sugli OGM… Neanche Volonté e Montagnani riescono a farmi addormentare. Ho una miriade di cose da fare, mi chiedo perché mi riduco sempre all’ultimo momento. Sento la voce di Dani… mi spiace. Ma non mi prendo colpe non mie: i bacilli di Nick il viaggio di Mauretta verso le Murge la latitanza di Ali detta ormai Binnu il compleanno di Egle e la mai continua indecisione… “vado lì e chi incontro?”
Non siamo mai state capaci d’essere tutte presenti. C’è sempre qualcuno di corsa, qualcuno che non può, qualcuno che, nel portafogli, ha un santino al posto della patente. Ci si ritrova sempre per qualche ora, magari per fumare una sigaretta alle cascate o in piazza Duomo, fare un passeggiata in via Etnea, prendere il mostro di Ali e andare ad Ognina, passare da Il Sale per salutare l’Artista e Melissa, e poi riscappare con la borsa VW pieni di pensierini con tanto di fiocco rosso che, stranamente quest’anno rimarranno qui. Io parto domani alle 19.00. Hasta luego.
06.01.2008
Canzone del giorno
05.01.2008
Immutati punti cardinali
“In silenzio soffro i danni del tempo le aquile non volano a stormi vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno” h 12.05 Sono avvolta da un accappatoio verde. Il cappuccio si inzuppa e scappa un ricciolo che centellina gocce. Osservo attentamente la mia camera e non mi trovo più ora. Nord. Guardo attentamente le foto posizionate sulle ante dell’armadio, ci sono io a 12 anni, a Dysneland Paris, avvinghiata a Mangiafuoco (ho sempre avuto un certo tropismo per gli uomini con la barba). Ce n’è un’altra con una mia vecchia amica, Ornella, non ci frequentiamo più da quasi 9 anni. Ci sono i miei primi due cani, un belga e un pastore tedesco: quadrupedi che abbiamo costretto a sopravvivere in un appartamento al quarto piano. C’è un avviso di una manifestazione organizzata da Emergency datata 10 dicembre 2002. Vedo un foglio A3 con 4 mani familiari, il mio prof di religione, un bidello del mio liceo, Irene ed io… periodo di autogestione, era venerdì 20 dicembre 2002. E per finire c’è ancora appiccicato un calendario del 2003, come a volermi ricordare giorno per giorno, quasi masochisticamente, le avventure vissute quell’anno. Dalle vetrine, scorgo cartoline di viaggi non miei: 2 dall’Irlanda, 2 da Parigi, 2 da Londra, 2 da Bruxelles, 1 di Haring da Padova, 1 che è il mio biglietto di compleanno, che rappresenta il mio tragitto giornaliero: casa – ospedale, e ritorno. In lontananza s’intravedono peluche e Barbie, cofanetti ormai vuoti. C’è una preghiera di Madre Teresa di Calcutta, una foto di Miriam da piccola, una mia, scattata nel settembre 2003, vestita con la mia ex carissima felpa adidas viola davanti alla scenografia di “Tre giorni d’Anarchia”. Est. Una libreria capiente, ma minuta…curva. Nel primo ripiano: libri. Si va da Hasta siempre comandante! a Diario in Bolivia, per passare all’Elogio della pazzia, fino a L’Alchimista, saluto Marianna Ucria e Jostein Gaarder e la sua Sofia, m’inchino ad Hesse e proseguo con Suskind, strizzo l’occhio a Naomi e No Logo, continuo con Ellroy, Roth, Igino Giordani e Mario Tobino, Ritorno con Hemingway, Cugia e Seneca, incontro i porcellini di Orwell che mi richiamano “L’ITALIA CHE HO IN MENTE”… e mi fermo, ma ce ne sono altri… si dice che io li abbia letti più o meno tutti, io ho il ricordo solo di alcuni. Sul secondo ripiano trovo disquisizioni e manuali di anatomia, fisiologia, statistica, fisica, endocrinologia eccetera eccetera eccetera… ma mi chiedo cosa ci faccia il libro anglo-tedesco su Haring lì in mezzo. Nel terzo ci sono tutti i libri utilizzati per la mia tesi. Nel quarto i miei diari e una scatola contenente quelle cose che ai tempi erano importanti… segrete… penso che mia madre c’abbia sguazzato nella mia privacy! Sud. Un’enorme scrivania. C’è una cornice adolescenziale, i profumi della Pupa, una trousse usata l’ultima volta a 15 anni, una vecchia stampante, la foto dei miei nonni, libri e ritagli di giornali che dissertano di politica e alimentazione, ma non come due argomenti legati dal fatto che chi fa il politico “mangia”. C’è il Master Quiz, versione antica ed economica dell’originale Trivial Pursuit. Accanto c’è uno stereo alto 1 metro e mezzo, e sul vetro c’è ancora un Fiorello col codino, e figurine trovate sul “Tutto”. Sopra, uno pupazzo, una targa del mio primo posto ad un premio letterario, un’altra regalata da Sandra per i miei 18 anni e, al di là, nascosti, ci sono ricordi, souvenir e sabbia di Luxor, Il Cairo e Hurgada. Ovest. 5 specchi che mi ricordano il perchè non abbia più studiato in questa stanza. Mi distraggono. Ci sono posizionate tre pagine de La Sicilia con alcuni miei articoli, poi cartoline di libri come Pura Vita. Oggi fisso le direzioni che indicano il mio passato. Questa stanza si è fermata, si è spenta come gli incensi accesi mentre ascoltavo, con le mie amiche, i 99 Posse e i Queen e organizzando la matricola. Si è arrestata la prima volta che non ho più dormito ogni lunedì. È come se qualcuno avesse premuto “still”. Mancano polvere e ragnatele e una vecchia-giovane Agata con le Puma e i pantaloni strappati. Non la rimpiango, perché la Vivo ad ogni ritorno. Vado a vestirmi di odierna-adulta Agatella. Oggi è un sabato da festa comandata. Oggi è una serata di Amarcord. Oggi…probabilmente sarà ieri…
02.01.2008
La donna cannone che Ska-ppa
Mi piacciono i primi due giorni di gennaio… trascorrono fluidi e allegri, come le canzoni dei Qbeta che, in questo momento, mi fanno muovere la testa, facendomi cadere la matita che avevo tra i capelli. Lo ska delle manifestazioni, quando credevamo, urlavamo, ci incazzavamo, pogavamo e … Mastico una daygum per non cadere in tentazione, quanti giorni sono passati? Mmm… 14. Ma quanti ne mancano? Ancora 7… Cazzo che ce la faccio… cazzo che ci riesco.Sono immersa in uno studio che mi appassiona “Genetica”… mi sento un po’ attrice di mutazione e selezione, di variabilità e rimescolamento. Ieri, la mia insonnia l’ha fatta da padrone, riguardo con la doc migliaia di foto, rimpiangendo un meraviglioso 2005… 2 anni fa e direi anche 10 chili fa… Mi ritrovo con un deretano che si parcheggia da solo, hai presente la pubblicità della Volkswagen Touran? Ecco, quando sentirai, per strada, la musichetta di “Supercar”, non t’aspettare di trovare David Hasselhoff……., ma voltati e guarda bene… sono io. Mi chiedi perché sono ingrassata???? Beh, potrei dirti:“è costituzione”, o “è che ho l’ossatura grande” oppure facendoti sorridere ti inviterei a bere qualcosa e affermerei “non metto il perizoma perché mi scambieresti per un lottatore di sumo”… Sento una risata, è la tua? La riconoscerei ovunque.Cazzo, quanto stavo bene due anni fa!!! La mia autostima era notevolmente superiore ad oggi, ascoltavo Bjork e Velvet Underground, avevo dato il ben servito a quella del Sale, avevo sofferto per la partenza di Dany, studiavo come una dannata e davo esami anche il 4 agosto, giocavo con un solo cane e quindi mi divertivo di più, non avevo vizi, stavo poco al telefono, mettevo le gonne, e mi vestivo di verde, avevo i capelli più corti e dunque non passavo ore a rigirarmeli, ero sicura, direi quasi appagata, ero pronta ad affrontare una settimana a Colonia… ero una papa-girl… (ti stai mettendo le mani sulla fronte come per dire “Noooooooo!”)… sette giorni di pura agonia… ma di un misticismo che ho trovato solo a maggio nella Basilica… sono tornata ritemprata. Una donna diversa, un’aurea diversa… forse è da qui, che è cominciato il fatto di sentirmi bene. È da qui che è ripartito quel cammino lasciato anni prima. Qualcuno mi chiese se volevo farmi suora. Io suora, ma mi ci vedi? Dopo un mese, Luisa decise di indossare l’abito monacale e lasciò lui dopo 9 anni… (Sei basito???... ma è così!!!).E oggi? C’è Dario coi suoi romantici sms che aspetta un appuntamento… magari una birra, magari una serata… una bevuta si concede a tutti… e poi mi piace parlare con lui… dai, ci penso su.Io sto alla grande… anche se continuo a masticare nevroticamente… Ancora ska… le mani non rimangano sulla tastiera. Trasportata dall’onda del ricordo de… (telefonata di Andrea… 17 minuti e 31 secondi)… dov’ero rimasta??? Baaaah!Io torno a studiare. E se ti stai domandando il motivo dello stile di questo post… non chiederlo a me, ma alla ragazza con la quale divido la stanza nelle feste comandate.
Ciao, ci sentiamo! Stammi bene!
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